L’ Utopia e il mistero di Internet

 ..lettere dal mio amico Patrick :

In questo quadro dove tutto è basato sulla menzogna, so collettivo e sulla falsa propaganda dei media, Internet costituisce un vero e proprio mistero: su Internet le cose bene o male si riescono a capire e, sebbene tra tanta confusione e tra mille dubbi, si fanno sempre più chiare le dinamiche e gli strumenti del dominio e del controllo che rischiano di portare l’ intero globo in una condizione di moderna schiavitù perenne. Perchè i padroni del mondo, se sono tanto potenti da controllare interi governi, popoli, nazioni, eserciti, l’ intera finanza, le banche e l’ economia, tutti i media e le Tv, la medicina, l’ agricoltura e il commercio, insomma OGNI ASPETTO della vita, tralasciano così stupidamente Internet e rinunciano a controllarlo ? Non ci vorrebbe poi tanto ad impedire anche lì che le cose si vengano a sapere, che si conoscano le vere dinamiche sottostanti di dominio, dinamiche che finora sono sempre state occultate al popolino. Se io fossi un padrone del gregge infatti, temerei Internet più di una rivolta, in quanto quella si riesce sempre a domarla e gestirla, ma la diffusione di consapevolezza no.
Guardando le cose con grande distacco sembra quasi che ci sia in atto un grande gioco, un grande disegno che ci dice: “Vedi, questo è il modo con cui per secoli ti abbiamo sempre ingannato e dominato, per poi magari spingerti ad una guerra che non fa altro che riportare le cose a ripetersi daccapo. Ora hai modo di capire, di diventarne consapevole, e puoi scegliere: se continuare così, magari fino ad una sempre più probabile terza guerra mondiale, o se cercare di cambiare in qualche modo il gioco, che poi altro non è che il TUO gioco, e le sue regole”.
Non con una rivoluzione o una guerra condotta da una qualche èlite che nel giro di poco tempo non farebbe altro che riportare a ripetersi sempre lo stesso schema, ma con una consapevolezza DIFFUSA che dovrebbe impedire proprio questa eventualità. Perchè parte dal basso e non dall’ alto, perchè richiede che la gente SAPPIA E AGISCA, e non venga manovrata come burattini, perchè cambia lo schema da verticale ( dove sono sempre èlite di potere che determinano anche la rivolta ) ad uno orizzontale ( dove una popolazione consapevole dovrebbe finalmente evitare di farsi trascinare in scelte controproducenti quanto assurde, che fanno sempre l’ interesse degli stessi, dei pochi a discapito della maggioranza ).
Ma Internet è pur sempre fatto di persone concrete e reali, che a vario grado di consapevolezza, intelligenza e capacità personali ricercano, studiano, diffondono conoscenza cercando attraverso i più diversi approcci un po’ di verità, un po’ di pulizia nel grande caos attuale. Persone animate non solo dal desiderio di verità, ma anche da un sincero interesse per l’ Umanità intera oggi così sofferente e la sua futura sorte, che oggi più che mai, come alla fine di ogni ciclo storico-economico, sembra avviata senza speranza verso insanabili conflitti prima sociali ed infine bellici. Dovrà per forza essere un’ ennesima guerra mondiale la solita, stolta risposta agli attuali conflitti sempre più diffusi ? Non è detto: se NOI, come ti ho scritto nella prima lettera, siamo al tempo stesso concausa e vittime dei nostri guai, ecco che siamo sempre noi a cercare attraverso la consapevolezza ( di cui Internet rimane il maggiore e più accessibile strumento di diffusione ) una loro diversa soluzione. Ecco che sempre noi possiamo essere quindi i nostri stessi salvatori, in una visione paradossale ma veritiera che ci vede al tempo stesso giocare nel ruolo di vittime, persecutori e possibili salvatori. Dove bene e male sono mescolati, dove sta a noi prima trasformarci per poi trasmutare il Male in Bene, la schiavitù mentale in libertà di un diverso pensiero prima, la schiavitù concreta in libertà vera poi. E sono convinto che nessun progresso sociale concreto sarà davvero conseguito finchè non assisteremo dapprima a questa trasmutazione sul Web, che altro non è che il prototipo dell’ intera società, altro non è che il corrispettivo della MENTE dell’ organismo sociale. Finchè non sapremo ripulire quella, non potremo certo pretendere di farlo nel reale.
ANCORA UN PARALLELO CON LA PSICANALISI
Già mi sembra di sentire, Amica mia, le tue obiezioni: “Ma Internet è solo un gran calderone che contiene tutto e il contrario di tutto, sono pochissimi i veri cercatori, contro una massa enorme di individui interessati solo alla polemica o alla tifoseria aprioristica di una loro visione parziale. Sempre troppe le contrapposizioni, sempre troppa la nebbia generale, sempre troppe le cose assurde, ed alla fine ci si capisce sempre meno”.
Come non darti ragione ? Ma del resto uno dei grandi vantaggi di Internet è vivaddio proprio quello di non imporre una verità dogmatica, una visione univoca, contrariamente a quanto fanno i media mainstream. Internet ti sforza a fare un gran lavoro di setaccio, a distinguere il grano dal loglio, a cercare da te quello che senti come più verosimile; ti invita a non chiedere ad altri ciò che è vero e ciò che è falso, ma a crearti tramite il continuo lavoro di setaccio una tua capacità critica, a ragionare, a dubitare di tutto senza al contempo buttare via niente, ad essere critici ma senza essere aprioristicamente chiusi alle più svariate visioni. Finchè sarà la tua voce più intima, così coltivata, a farti propendere per un’ idea piuttosto che un’ altra, a farti trovare il buono anche in mezzo ad ipotesi apparentemente banali o strampalate. Questo a mio avviso il vero senso del web dove la verità va ricercata, con fatica, ragionando ognuno con la propria testa, liberandosi dei pregiudizi, dell’ adesione fideistica ad un partito preso, e della facile tentazione di attribuire delle etichette di comodo. Perchè ritengo che parti di verità siano disseminate un po’ ovunque, e che trovare nelle diverse tesi il nocciolo, il comune denominatore celato, sia il vero compito a cui siamo chiamati.
Anche qui si impone un parallelo con la tecnica dell’ indagine psicanalitica: chi si sottopone a tale trattamento sa che sarà portato a tirar fuori tutto, idee buone ed impulsi malvagi, sotto la guida perlopiù silente dell’ analista. Ma sta sempre all’ individuo affrontare ogni visione, anche la più orrifica, del proprio Es; sta sempre all’ individuo affrontare i vari mostri che si presentano attraverso la forma di resistenza al suo indagare, o nel sogno come immagini contorte dalla coincidenza di pulsioni contrapposte; sta sempre all’ individuo operare quella azione di setaccio, di pulizia, di trasmutazione degli impulsi più inconfessabili e malvagi in energia positiva; sta sempre all’ individuo via via così fortificato andare a cercare sempre più in profondità. La figura dell’ analista, della guida potremmo dire, altro non è che quella di un “catalizzatore”, di uno stimolo a fare in modo che tali trasformazioni avvengano nell’ individuo: non ti dice “questo è giusto e questo è sbagliato”, ma stimola il tuo intimo a dare le risposte, esattamente come fa Internet. Finchè non sarà la piena consapevolezza, l’ anima così ristrutturata, il nostro “adulto interiore” così conseguito a guidarci definitivamente, senza più bisogno di guide esteriori. Ecco che possiamo affermare in questo senso che il Web altro non sia che una grande scuola, potremmo dire un grande laboratorio di psicoterapia di massa.
Un grande lavoro di setaccio e di trasmutazione da compiere su noi stessi prima e suggerire agli altri poi; un posto dove chi è più avanti potrà fornire preziosi suggerimenti e indicazioni ai compagni di cammino ma senza potersi peraltro sostituire a loro, che dovranno pur sempre imparare a ragionare, sentire e camminare con le loro gambe.
FRATTALE A RETE VS. PIRAMIDE
Ma ecco che Internet è anche un frattale sia della psiche individuale, che dell’ intera società, del modo di ragionare e capire, del modo di aggregare le varie informazioni e poi costruire una diversa idea di società. Un grande esperimento di VERA DEMOCRAZIA, partecipata da attori consapevoli e non da contenitori passivi ed inconsapevoli del pensiero altrui; un invito a sostituire un più autentico, genuino e spontaneo pensiero personale ai pensieri preconfezionati da altri; a riuscire infine a formulare vere alternative allo status quo.
E’ il frattale per antonmasia di una nuova società, più spirituale e meno materialista, che si organizzi su uno schema di Rete di raggiunta consapevolezza diffusa. Di riscoperta delle risposte già scritte in noi, oggi nel web come nel reale insudiciate dal caos, da ripulire e far affiorare alla coscienza. Per questo ripeto che non vedremo un effettivo cambiamento sociale finchè non saremo in grado di operare un analogo cambiamento in noi e sul web, frattalmente, con la capacità di immaginare finalmente il diverso. Se infatti oggi, per miracolo, sparisse ogni bruttura dal mondo, quale civiltà, quale società sapremmo costruire basandoci ancora sullo stesso pensiero che ha generato quella attuale ? Ecco che è necessario anzitutto conseguire un diverso modo di pensare e di organizzarsi, un diverso immaginario di vita singola e sociale, dove siano il denaro e le leggi a doversi adattare alle esigenze di un uomo così ritrovato e non il contrario, come oggi succede.

Ciao, alla prossima, tuo Patrick Troll.

dal blog :

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il video é a cura di  Arany Zoltán

 

 

 

Chi sono “loro” ? Siamo noi !

 Ho ricevuto questa lettera da un caro amico che non sentivo da un po’, mi ha fatto molto piacere e vorrei che la leggeste anche voi:

 

 Alla fin fine mia cara Amica, dopo avere letto e riletto, cercato e ricercato, pensato e ripensato su chi siano i fantomatici detentori del potere che da dietro le quinte tirano le fila del mondo, si giunge alla conclusione che altro non siamo che noi, noi tutti, qualunque sia il nome o il volto che si usa dare al Grande Nemico, al Mostro Invisibile che così bene vediamo oggi all’ opera a danno e controllo della popolazione intera. Ma ecco che, una volta meglio individuato il volto del nemico, vediamo anche quanto sarebbe teoricamente facile disfarsene: basterebbe infatti riconoscerlo e, poichè non potremo uccidere noi stessi, trasformarlo e rielaborarlo fino alla completa sparizione del mostro sociale che oggi ci sta divorando. Facile a dirsi, ma terribilmente difficile a farsi.
Il concetto è ben visualizzato in un vecchio film di fantascienza, dal titolo “La Cosa da un altro mondo”, dove un mostro, ectoplasma invisibile ma molto concreto di un’ energia che va via via rafforzandosi, fa strage degli scienziati stazionanti in una base al Polo Nord.
Inutili tutti i tentativi di distruggere la “Cosa” finchè il gruppo di uomini non si rende conto che essa si replica nutrendosi proprio della loro parte oscura, dei loro timori e della paura stessa che essa genera ed alimenta in loro, nonchè delle liti e divisioni intestine che grazie ad essa scaturiscono nel gruppo. Solo quando ciò sarà ben chiaro, ed un sentimento d’ amore per una donna nascerà nel loro capitano, gli scienziati della base riusciranno a vincere il mostro riuscendo prima a visualizzarlo e poi a tendergli una trappola. Ma procediamo con calma.

PECORE, CANI E PASTORI. Se diamo ormai per scontato ed assodato che le vere decisioni riguardanti ogni aspetto della nostra vita singola e sociale non vengono più prese a livello di politici ed organismi istituzionali, ma che entrambi non servono che a ratificare strategie già decise altrove a priori, ecco che il paragone con un gregge serve a farci un’ immagine veloce e precisa dei rapporti in gioco. Gioco dove politici e istituzioni altro non sono che i cani da guardia di un gregge da controllare ( ossia garantire la governabilità ) tra un taglio e l’ altro della lana ( crisi economiche cicliche, provocate da un finto debito pubblico ) e magari da macellare ogni tanto ( divisioni e guerre conseguenti alle crisi, e fomentate da media e propaganda ). I cani da guardia insomma agiscono non nell’ interesse del gregge, che viene solo illuso esteriormente di essere accudito, ma per quello del pastore, che entra così in possesso della lana ( il vero valore prodotto dal gregge, valore che tramite privatizzazioni e svendita di beni e servizi entra in possesso di azionisti privati ) e che si assicura in questo modo di avere sempre ben saldo il controllo sulle pecore ( popolazione ingannata in vario e molteplice modo ).

Se i cani li vediamo in faccia, non vediamo però il pastore, ma possiamo solo farcene un’ idea vaga anche dopo aver superato un primo grado di consapevolezza per cui non crediamo più che i cani siano lì per fare il nostro bene, accudirci e proteggerci dai pericoli ( la qual cosa non è poi così comune da realizzare ai più ). Al pastore si danno così facce diverse, a mio vedere tutte similmente giuste a diversi livelli di individuazione del gioco: e si va dall’ Imperialismo Americano al Grasso Banchiere ai Mercati Finanziari e via dicendo. Qui per semplicità dialettica individueremo il nemico visibile, come somma di vari strumenti e strategie di dominio, con i cosiddetti e fantomatici “Mercati” e “Comunità Internazionale”.
Ma come faccio ad affermare, mi chiederai ora amica mia, che questo nemico visibile possa coincidere ed altro non sia a livello meno visibile che noi stessi ? Che le pecore coincidano col pastore ? Che la vittima coincida col carnefice ? Non sembra perlomeno azzardata tale affermazione ?
Tu prova a parlare con una persona, anche intelligente, ma che recepisca e si conformi acriticamente solo alla narrazione mainstream, e capisci in un batter d’ occhio perchè affermo che il vero nemico in fondo siamo noi. E cosa distingue concettualmente il piccolo trader che si informa solo per poter meglio orientarsi in Borsa dal grande speculatore che alimenta col suo agire crisi e guerre ?

FRATTALI E SISTEMA PIRAMIDALE.
Tale affermazione diventa dunque assai meno assurda se consideriamo che l’ intero “Sistema” altro non è che un grande meccanismo, una macchina a struttura piramidale, che a vari livelli di grandezza altro non fa che selezionare, privilegiare, organizzare e strutturare proprio le parti peggiori di noi, esattamente come la “Cosa” del film, traendo da esse energia. Una macchina il cui motore funziona a “Consenso”, diretto od indiretto, consapevole o inconsapevole, esplicito o implicito che sia. Una macchina che si nutre di quello che Fromm chiamava “Conformismo da Automi”.

Il tutto è quindi questione di “pensiero”, di “immaginario collettivo” ancor prima che di cose concrete e reali.
Si capisce meglio l’ affermazione facendo un parallelo con le strutture a “frattale”, ossia a schema di agglomerazione che ripete se stesso dal piccolo al grande: come esempio possiamo prendere un cristallo di ghiaccio, o la struttura elicoidale di Fibonacci, che troviamo inalterata dal dna alla spirale delle galassie, passando attraverso i vari livelli del creato. Il frattale su cui poggia lo schema della società attuale è la forma a Piramide: piccole piramidi di autorità e potere che convergono verso piramidi sempre più grandi, via via fino all’ intera struttura sociale, che in questo modo seleziona e premia le caratterialità più idonee ad adattarvisi ed accettarla acriticamente. Cosa significa, in soldoni ?
Significa che in fondo una Banca ha un potere enorme sulla nostra vita e sulla società, ma solo perchè NOI continuiamo a concederle la nostra fiducia anche dopo aver capito il suo inganno; l’ esercito ha un potere enorme ma solo perchè c’è sempre gente disposta ad arruolarsi; i media hanno un potere enorme ma solo perchè c’è ancora troppa gente disposta a bersi le loro strampalate narrazioni, le loro menzogne, la loro propaganda sempre più vuota ed incredibile; i Renzi ecc hanno potere perchè c’è una base che comunque e nonostante tutto li sostiene e vota il loro partito. Insommma molto dipende da noi, innanzitutto capendo e facendo capire quanto tutto sia montato su frottole, su stupidaggini, su metodi truffaldini ai quali crediamo, ai quali diamo la nostra fiducia o comunque accettiamo acriticamente, e in questo modo accettiamo che vengano continuamente reiterati. Ecco il “Mostro Invisibile” generato dal Sistema, e dal quale il sistema succhia la sua linfa vitale in un circolo chiuso che si autoalimenta. Ma una truffa ha pur sempre bisogno di due attori: di chi la truffa la fa, ma anche della compartecipazione più o meno consapevole del truffato.
PARALLELO CON LA PSICANALISI.
Ma perchè, se è in fondo abbastanza semplice da comprendere, è poi così difficile liberarsi da questo circolo chiuso ? Perchè è tanto difficile liberare veramente e consapevolmente noi stessi, ancor prima degli altri ?
Perchè la tentazione del conformismo da automi è estremamente forte e rassicurante, e genera una costante coazione a ripetere. E’ il fenomeno che in psicanalisi viene chiamato “Resistenza”, ossia la resistenza al cambiamento interiore anche quando siano divenute chiare le cause di un comportamento erroneo. E’ lo stesso fenomeno che inconsciamente genera nel sogno la cosiddetta “Censura Onirica”, ovvero la deformazione di quei contenuti non graditi alla mente cosciente. In sintesi altro non è che un attaccamento profondo ai nostri vecchi schemi, un attaccamento che genera iterazione, un attaccamento che dà maggior sicurezza che non intraprendere un cambiamento di atteggiamenti o un atto di intima disobbedienza e presa di distanza da una ormai vecchia pelle di abitudini e rassicuranti certezze. Lasciare il vecchio per il nuovo è sempre difficile, e comporta uno sforzo di volontà, ora consapevole, che va oltre la semplice presa di coscienza.

LE TRE SCIMMIETTE.
Poichè dunque tutto il “Grande Gioco” si basa, frattalmente ed in modo piramidale, sul Consenso esplicito o implicito che sia, è tempo che si infranga il frattale cominciando dal più piccolo e accessibile fino ad arrivare al più grande ed invisibile; è tempo che si cambi la nostra struttura di pensiero con un diverso immaginario, immaginando e fortificando qualcosa di alternativo al solito mantra del TINA ( non c’è alternativa ). Che si sostituisca il frattale a Piramide con un frattale a Rete di consapevolezza condivisa; che si sostituisca poi il “non c’è niente da fare” con il “si può fare”. Perchè le cose non stanno affatto come il Pensiero Unico vuol farci credere.

E’ tempo amica mia che, invece del solito atteggiamento delle tre scimmiette: “non vedo, non sento, non parlo”, si cominci a vedere e far vedere, sentire e far sentire, parlare e far parlare di queste cose, in ogni contesto e con ogni mezzo possibili, cominciando da quelli a noi più prossimi ed avvicinabili, sostituendo la visione impostaci delle cose con ogni visione immaginifica e fantastica che la nostra parte più intima e vera ci suggerisce. Perchè l’ Utopia non solo è attuabile, ma è oltremodo necessaria ed indispensabile per uscire dal caos attuale. Ed è l’ unica vera rivoluzione possibile.
Ciao, riparleremo di queste tematiche, alla prossima, tuo Patrick Troll.
di Patrick Troll dal blog : ” L’Utopia Possibile”
http://utopia-possibile.blogspot.it/2015/01/chi-sono-loro-siamo-noi.html#more



..Rincorrere il vento

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 Nuvole vanno,

              a rincorrere il vento…

                              Luce traspira,

                                       ad abbracciare fiori.

                                               Hàiresis 10.8.2011

 

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..Imparare a nuotare

mareggiata
 Si racconta la storia di un’isola in Qualche Luogo, in cui gli abitanti desideravano fortemente andare altrove…
Il problema, tuttavia, era che l’arte e la scienza del nuoto e della navigazione non erano mai state sviluppate
- o forse erano state perdute già da qualche tempo…
E di tanto in tanto giungeva presso di essi qualche studioso.
Allora si verificava un dialogo come quello che segue:
 
 
 - Voglio imparare a nuotare.
- Che condizione poni per ottenere ciò?
- Nessuna. Desidero solamente portare con me la mia tonnellata di cavolo.
- Quale cavolo?
- Il cibo di cui avrò bisogno dall’altra parte o dovunque andrò a stare.
- Ma ci sono altri cibi dall’altra parte.
- Non capisco cosa vuoi dire. Non sono sicuro. Devo portare il mio cavolo.
- Ma con tanto peso addosso, una tonnellata di cavolo, non potrai nuotare.
- Allora è inutile che impari a nuotare. Tu lo chiami un peso. Io lo chiamo il mio nutrimento  essenziale.
- Supponiamo, come in un’allegoria, di non parlare di cavoli ma di idee acquisite o presunzioni o certezze?
- Mmmm… Vado a portare i miei cavoli dove c’è qualcuno che comprende le mie necessità”.
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 Estratto dal libro : L’albero della conoscenza”  di Humberto Maturana e Francisco Varela,  edito da Garzanti (1999).

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Riprendersi il Tempo

tempo color

Privare le persone del proprio tempo ( ossia privarle della possibilità di pensare ed agire in modo autonomo ) va di pari passo con l’ accettazione di un immaginario indotto. Riprendersi il Tempo è una priorità quindi non solo etica, ma una necessità di fatto per ritornare ad essere individui.

Ognuno lo faccia quanto e come può, magari togliendolo alla Tv e ad altre insulse e controproducenti attività o “passatempi” … lo stesso discorso andrebbe gradualmente fatto nei rapporti di lavoro, favorendo la nascita di piccoli imprenditori “Luminosi” che, capendo che questo sistema li fagociterà, siano disposti a cambiare l’ atteggiamento di sfruttamento in uno di vera collaborazione: ti offro condizioni più dignitose e più tempo perché so che ne verrò ampiamente ripagato in termini di consapevolezza ed emancipazione da un sistema che, dopo il mio dipendente, finirà per stritolare anche me.

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Estratto dal post di Mondart : Cos’è il “Potere” ?  

  / http://mon-dart.blogspot.com/2011/06/cose-il-potere.html#more /

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Hàiresis

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Buona Fortuna !

yantra

Penso a ieri, 
      quando filavo il 
    vento del pomeriggio 
   per dipanar la sera,
      fra profumi di pioggia Maggiolina 
         verso tramonto di fragola.
                              Non mi raggiungesti mai…
         Una vecchia del borgo,
      mi augurò: Buona Fortuna!
    E me ne andai.
    Ora danzo la tempesta
     per convincere il sole,
      a risorgere ogni mattina.
       ………………………….
       Ritama 3.5.09

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PER UNA VERA INDIPENDENZA

Firmamento, di Valente Taddei

Ricevo e pubblico volentieri questa profonda analisi di Mondart che, sentitamente, ringrazio:

 <Ed ora, finalmente, siamo giunti ad individuare tutte le fasi e gli strumenti necessari e sufficienti per rivendicare, se si vorrà o se saremo costretti a farlo, una VERA indipendenza dai dominanti.  Per farlo, useremo come un boomerang le loro stesse tecniche.  Le attuali finte rivolte pilotate infatti ci insegnano quanto sia funzionale e potente, una volta ben capito e giustamente indirizzato, lo strumento “psicologico” vuoi della propaganda che della resistenza non violenta.

  FASE 1: INDIVIDUARE IL VERO DOMINANTE

 E’ la fase a cui siete tutti fermi su internet e blog vari, dove si perpetua l’ incessante circolo vizioso della spasmodica e malata ricerca vuoi dell’ ultima prova della malvagità dei dominanti, vuoi del dare un preciso nome alla classe dominante, vuoi di tentare ( inutilmente ) di capire se Tizio stia sopra o sotto Caio nella piramide del potere …

Dico: STIAMO SCHERZANDO, VERO ?  A parte che tutto questo si rivela essere solo un’ inutile perdita di tempo ed energie, invischiate letteralmente nella “rete” facendo quindi il gioco stesso dei dominanti, a noi interessa capire come agiscono le DINAMICHE di dominio, non sapere nome e cognome di chi le attua …

Dinamiche che sono sostanzialmente individuabili in due grosse pietre angolari:

1) L’ inganno monetario

2) L’ inganno mediatico.

Da questi due presupposti discende per semplice corollario matematico tutta l’ enorme impalcatura demenziale e delinquenziale della nostra “Realtà – Truffa”.  Capire davvero questo è più che sufficiente, a livello di conoscenza, per permetterci di progredire verso la seconda e più importante fase.

 ( Per esempio, dall’ inganno mediatico discende automaticamente tutto il condizionamento mentale posto in atto per dominarci:
a) SCIENZA / DOGMA: Il dominante usà per sè il pensiero scientifico per approcciare e conoscere la verità, mentre riempie la testa al popolo di menzogne spacciate per scienza e cultura, tenendovelo dogmaticamente legato al semplice scopo di dividerlo in fazioni dalle quali non riuscirà mentalmente a svincolarsi ( sostanzialmente un pensiero di tipo manicheo filosofico, culturale e religioso, in cui si inserirà andando ad aumentare le dicotomie: classico esempio le due opposte filosofie, entrambe false e non scientifiche, di Marxismo e Capitalismo ).
b) PSICOLOGIA / PROPAGANDA:  Il dominante usa un approccio rigorosamente scientifico-psicologico per studiare l’ individuo e le masse, ma riversa sul popolo solo fiumi di propaganda atta a confonderlo ( o meglio: usa per sè il sapere “tecnico”, ed usa per la massa il sapere “filosofico” come sofismo adattabile e non scientifico ).
c) TRIBALITA’ / DEMOCRAZIA:  Il dominante usa per sè un’ organizzazione tribale del potere ( che ne consente sia la trasmissione diretta che il pieno controllo ) mentre invischia il popolo in stupide democrazie di facciata, svuotate di ogni possibilità di reale controllo sulla vita politica 
d) LINGUAGGIO ADULTO / LINGUAGGIO INFANTILE:  Il dominante userà coi suoi simili una comunicazione da adulto ad adulto per potersi capire, ma userà verso il popolo una comunicazione di tipo Adulto > Bambino per colpevolizzarlo, farlo sentire inferiore e impossibilitarlo a capire le “cose da grandi” … e via di questo passo, fino a prosciugarsi la lingua ….  )

 FASE 2:  STACCARSI EMOTIVAMENTE DAI DOMINANTI

 Detta così sembra una stupidaggine, in realtà è il punto cruciale e più difficile dell’ intero processo.

Infatti si tratta di CAPIRE PER DAVVERO, emotivamente e sulla pelle, che “noi” siamo “altro” dai dominanti ( ovvio, per chi si immedesima nel volgo ! ), che i nostri interessi non potranno mai coincidere, e che, qualunque cosa vogliano farci bere, non sono nè il nostro caro e vecchio papà, nè l’ autorità buona che si prenderà cura di noi.
Nè tantomeno Babbo Natale: SIAMO SOLI.

Non solo: siamo vittime di un’ autorità malata e sadica che finirà solo per distruggerci, di uomini la cui follia impedisce ogni sorta di empatia verso il dominato.
Tutto questo non è nè normale, nè tantomeno scritto da qualche parte del firmamento, ma solo il frutto di una particolarissima organizzazione sociale che il dominante vuole continuare a pertseguire, nonostante gli ovvi svantaggi per tutti, proprio in virtù di una sostanziale pulsione sadica che gli impedisce di fermarsi.

 Delle tre possibili civiltà ipotizzate da Fromm ( 1) Società che esalta la vita  2) Società aggressiva ma non distruttiva  3) società distruttiva ) noi ci troviamo immersi proprio in quella del terzo tipo.

Utile la lettura di questo stralcio di “Anatomia della distruttività umana”

( http://www.ica-net.it/pascal/guerra%20e%20pace/files/anatomia.htm )

per capire alcune cose fondamentali ai fini di poter passare alla terza fase:

 A) L’ aspetto sadomasochista della civiltà attuale: Fromm definisce l’ uomo naturalmente predisposto a perseguire il bene, ma naturalmente e psicologicamente fornito anche degli strumenti atti a perpetrare il male se il tipo di società che andrà a costruire non sarà in grado di soddisfare le 5 esigenze inalienabili di base:

1) Bisogno di avere uno schema di orientamento

 2) Bisogno di mettere radici
3) Bisogno di coerenza con se stesso e il mondo esterno
4) Bisogno di essere efficace
5) Bisogno di stimoli

 ( come vediamo, i dominanti stanno attualmente seguendo lo sviluppo ESATTAMENTE OPPOSTO a quanto sancito da questi punti ).

 MORIRA’ L’ UOMO, se non vengono socialmente soddisfatte queste condizioni ? NO: semplicemente si ammalerà e DIVENTERA’ IN VARIO MODO DISTRUTTIVO.  Parallelamente si avrà un sempre minore livello di felicità e capacità di donare ed amare …. Insomma: la reazione distruttiva non è altro che la polarità inversa di una mancato sviluppo adattivo, tendente a reagire per ristabilire l’ equilibrio. Questo vale sia a livello sociale che a livello individuale.

 La dimostrazione scientifica che l’ uomo non sia affatto ( come stupidamente vorrebbe farci credere Kant e tutta la “filosofia utalitaristica” moderna ) lupo per gli altri uomini -”homo homini lupus” appunto-, sta in due fatti principali:

1) Il fatto che le civiltà tribali e primitive siano molto meno aggressive delle società evolute ( mentre dovrebbe essere il contrario, a sentire i “filosofi” moderni … matti o venduti, in quanto sempre assolutamente contradditori … mentre il primo imprescindibile assunto della “logica” è appunto il principio di non contraddizione …! ma questo discorso andrebbe affrontato in altra sede ).

2) La naturale predisposizione dell’ uomo a perdere lo stato di salute, fisica, mentale e sociale, quanto più ci si discosta dallo sviluppo ottimale sopra descritto.  Parallelamente si “ammalerà” anche la società, in quanto un meccanismo perverso, una volta instauratosi, tende a ripetersi per il semplice principio della “minor energia richiesta”.

 Capite queste cose, siamo pronti per la terza fase:          

 FASE 3: ESCOGITARE ED ATTURE UNA STRATEGIA DI RESISTENZA

 E qui, per fortuna, i dominanti hanno già lavorato per noi, e a noi non resta che appropriarci del LORO LAVORO ( e vivaddio, una volta tanto ! ) ed usarlo a nostro vantaggio.  Sto parlando dell’ opera del sociologo ( un tecnico che usa il metodo scientifico, non un “filosofo” ) Gene Sharp e della sua teorizzazione della tattica della rivolta non violenta.  Lo scritto che principalmente ci interessa, liberamente scaricabile da internet e in Italiano, è il secondo download proposto ( Volume 2 ) alla pagina: ( http://www.aeinstein.org/organizationscc8c.html )

  EBBENE: proprio il fin troppo facile successo ottenuto da tale tecnica nelle rivoluzioni colorate e pilotate dal Potere, ci fa capire quanto temibile possa essere tale arma se usata come boomerang e sufficientemente supportata da un minimo di organizzazione.  Consiglio di scaricarlo e tenerlo in un cassetto, dove probabilmente non dovrà restare per molto tempo>. 

 a cura di  Mondart

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L’immagine d’apertura è “Firmamento ” di Valente Taddei,
olio e china su carta, cm 35 x 50  dal sito sito :
http://www.mercurioviareggio.com/taddei.htm

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Video importato

 
 

 

Riflessioni sul “pensiero positivo”

fontana     dell'Olmo 
Ognuno di noi è responsabile delle proprie esperienze ? Certamente sì. Nonostante ciò, le credenze più profondamente radicate in noi sugli affetti, sull’autostima, sul denaro, sul lavoro, sulla salute che proiettiamo fuori di noi, si sono formate nel tempo a seguito di numerose esperienze emotivamente contrastanti. Tali esperienze hanno fatto si che in quella parte della nostra vita oggi tendiamo ad attirarci “episodi dolenti ”, specialmente vivendo una situazione storica dove la confusione sociale è espressa (quasi) al massimo. Ora, secondo me, non è possibile sostituire tutta una serie di passati negativamente  subiti con un’affermazione positiva da “inculcarci” e ripetere quotidianamente (cosa pubblicizzata ultimamente in alcuni settori del siddetto “pensiero positivo”), proprio perché al nostro sé più profondo sarà assai difficile  prenderci sul serio in quanto ha registrato, strada facendo, proprio l’esatto contrario. In realtà sarebbe più idoneo “l’osservarsi interagire con l’esterno”  per un certo periodo, quindi renderci pienamente conto di quali reazioni “istintive” mettiamo automaticamente in moto. Sul comportamento automatico dell’essere umano hanno parlato in tanti e da sempre (fra cui cito, solo per fare un esempio: G. I. Gurdjieff e C.Castaneda). Per trasformare le esperienze limitanti (quasi sempre appartenenti alla prima infanzia), occorrerà una nostra particolare attenzione per sciogliere ragionevolmente le esperienze dolorose ed eventuali rancori verso le persone che ce le hanno procurate. Solo dopo questo paziente e “coscienzioso lavorio interiore” potremo passare ad acquisire nuovi imput positivi, tramutando le emozioni negative che ci assalgono specialmente quando ri-viviamo nuove esperienze  e che hanno le loro radici, (a questo punto lo vediamo oggettivamente), nelle passate esperienze limitanti. Un diario da tenere dove registrare tali osservazioni sarà molto utile. E’ qualcosa che si può fare da subito e senza “guru” di riferimento.   

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Hàiresis
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Auguri !

Luna
Nella nostra tradizione popolare alcune eclissi venivano considerate particolarmente speciali.
E se dovessimo considerare il quadro del cielo del Solstizio d’Inverno di questo Dicembre come impronta che contrassegna l’anno a venire, potremmo senz’altro ipotizzare un 2011 quanto mai movimentato e ricco di colpi di scena clamorosi, rivoluzionari e ad alto rischio di conflittualità sociale.
(Bene, era ora ! Non se ne poteva più di questa “narcosi” indotta dai media e gestita da una classe politica nazionale- europea e mondiale assolutamente inique, malsane, stolte.
E ce lo annunciano sia episodi come un certo  “risveglio” degli studenti insoddisfatti della Riforma-Gelmini, sia siti come quello di Wikileaks. Pur con tutti i limiti, secondo me l’azione di Wikileaks é da leggere come il possibile inizio di un percorso di autoconsapevolezza, in cui chiunque potrà avere il diritto di conoscere le scomode verità che sempre di più pervadono l’agire nei rapporti nazionali ed internazionali. Le informazioni di Wikileaks devono essere di dominio pubblico, sarà il pubblico a decidere se e quanto credergli).   
L’eclisse totale di Luna  si verificherà esattamente il 21 Dicembre prossimo, con culmine alle ore    08h16m52s. Questa eclisse totale è  visibile da buona parte delle zone abitate comprese fra l’America del Nord e l’America del Sud, da parte dell’Europa del Nord e dalla Siberia oltre a molte isole dell’Oceano Pacifico come le Hawaii e l’Isola di Pasqua. (in Italia sarà invece perfettamente visibile, nuvole permettendo, l’eclissi parziale di Sole del giorno 4 Gennaio 2011,  con inizio alle ore 07.40, fase massima alle ore 09.51 e fine, alle ore 12.01.)
Sempre il  giorno 21 Dicembre 2010 alle ore 23.34, assisteremo al Solstizio d’Inverno e si entrerà ufficialmente nell’inverno astronomico. Il sole raggiungerà la sua massima distanza al di sotto dell’equatore celeste (circa -23,27°), e l’arco apparente descritto da sud-est a sud-ovest si osserverà ridotto al minimo, con il risultato di avere il giorno più corto dell’anno. (Per la precisione il giorno 22 prossimo, sarà il giorno più corto dell’anno ).
 
 Buon Solstizio d’Inverno a tutti !
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Hàiresis[

 

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Riflessi..

medit
Quando la monaca Chiyono studiava lo Zen con Bukko di Engaku per molto tempo non riuscì a raggiungere i frutti della meditazione.
Finalmente, in una notte di luna, stava portando dell’acqua in un vecchio secchio  tenuto insieme con una cordicella di bambù. 
 Il bambù si ruppe e il fondo del secchio cadde, e in quel ! momento Chiyono fu liberata !
Per commemorare l’ evento scrisse una poesia :
In questo modo e in quello cercai di salvare il vecchio secchio
Poiché la corda di bambù era logora e stava per rompersi.
E poi tutt’ a un tratto il fondo si staccò e cadde !
Niente più acqua nel secchio !
Niente più luna nell’ acqua !
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Estratto da : 101 storie Zen di Nyon Senzaki e Paul Reps - 
 Edizioni Il punto d’Incontro
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